Così  per  Caso

Genere:  Script

SOGGETTO

  -- Ospite dello zio che gestisce una ricevitoria del lotto, la storia inizia con l’arrivo di Ugo a Napoli, per partecipare a quello che è stato definito il concorso del secolo, e cioè quello della scuola. Ugo è un ragazzo abbastanza estroverso e simpatico, ma soprattutto attratto dal sogno del posto fisso, è egli stesso a definirsi del resto un “concorsista di professione”, dato che neanche lui ricorda più a quanti concorsi abbia partecipato. D’altronde, mentre i guerrieri indiani prima di andare a combattere, si svegliavano la mattina dicendo “oggi sarebbe una bella giornata per morire”, è lo stesso padre di Ugo a ripetere, dopo svegliato e uscito dal bagno, a Ugo la mattina di ogni concorso “oggi sarebbe una bella giornata per vincere un concorso”. Partendo da quest’evento, Ugo, così per caso, farà da tramite all’intrecciarsi in particolare di due storie: quella del cugino Fabio che, anche se aiuta non di rado il padre in ricevitoria, sta per laurearsi a breve, e quella di Tonia, una ragazza che è in un momento della vita in cui si sente vuota dopo aver perso un grande amore, ma forse soprattutto l’entusiasmo e la fiducia in sé stessa. Questa, oltre ad altre storie, pur se di frequente in chiave ironica, sono immerse anche nella realtà del meridione, che spesso significa disoccupazione, e nella disillusione post adolescenziale, che fa nascere molte volte la voglia di evadere e andarsene. Ma a questa storia, tramite la ricevitoria dello zio di Ugo e padre di Fabio, fa anche a più riprese da cornice il mondo e il sogno che sa creare nella gente il lotto, che spesso è caratterizzato da tanti eventi ironici che possono succedere in una ricevitoria napoletana di questo gioco.

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