Laureati senza Lode

Genere:  Script

SOGGETTO

Siamo in un’aula universitaria dove si sta svolgendo una sessione di laurea. Nell’atmosfera solenne di quest’evento che spesso presenta, nel suo essere una mera formalità, degli aspetti più che ironici e paradossali, ci sono in particolare Cristiano, Alessia e Luigi che discutono la propria tesi di laurea e finalmente stanno raggiungendo l’agognato traguardo della laurea. I tre, tra commissari un po’ addormentati o distratti e contornati dalla simpatica commozione della mamma di Cristiano e dalla presenza di parenti e amici, dopo essere stati proclamati dottori, con l’allegria e la gioia di aver raggiunto il proprio obiettivo, sembrano già proiettarsi verso i loro prossimi obiettivi e difatti, prima di prendere ognuno la propria strada, si salutano augurandosi sorridenti come “da oggi inizia un grande futuro”.

Mentre le immagini e i suoni dell’aula universitaria sfumano lentamente, in primo piano sullo schermo appare la scritta “Quattro mesi dopo”.

Adesso siamo in ua caserma militare, c’è un plotone che marcia e un caporale rauco che a fil di voce, arrossandosi sempre di più alla gola, porta e dà il tempo. Dalla porta d’entrata con dei bagagli e i capelli rasati, entra Cristiano. In pratica quest’ultimo sta incominciando il servizio militare. Avvolto già da subito in situazioni grottesche, Cristiano incomincerà a prendere confidenza con la sua vita militare conoscendo nuovi amici come Marco e personaggi nevrotici e grotteschi come Luca, che dice “di avere quasi mezza moglie e figli” e quindi di doversene andare “ampress, aampress!”,  o D’Amodio, di professione: “onoranze funebri”. Oppure ancora il caporal maggiore, un tantino esaurito e “scoppiato”, Capaldo, soprannominato dagli altri caporali il “Joe Rambo in tempo di pace”, o, come lui stesso preferisce farsi chiamare “grande falco”. Parola d’ordine: “operativi!”, o quasi…

Dal canto suo, dopo quattro mesi, di altro genere è la vita di Luigi che, con un amico, sta studiando per prepararsi ai concorsi, anche se spesso si ritrova, con risultati abbastanza imbranati, a dare forzatamente una mano a suo padre che gestisce una ricevitoria del lotto. Qui si troverà immerso nelle situazioni paradossali della realtà di una ricevitoria del lotto, e soprattutto di chi cerca a tutti i costi di dare agli eventi più strani un numero; pure all’improvviso starnuto di Luigi, che… fa 78. Luigi nonostante tutto, è piuttosto malinconico per essere stato lasciato dalla ragazza che amava e che ha sempre nei pensieri. Anzi, purtroppo per lui, c’è sempre qualcosa che spesso gliela fa d’improvviso ricordare, forse anche perché è ancora ben lontano dal dimenticarla veramente e dal voltare pagina.

Ad un certo punto le storie di Cristiano e Luigi, con i rispettivi amici, si incroceranno casualmente in un pub, che dopo un po’ scopriranno essere di Alessia; è già, il caso spesso gioca strani scherzi. Quest’ultima con la cugina si era buttata in un affare e aveva preso in gestione il pub ad un prezzo molto basso, trovando un’occasione. La loro speranza però era stata quella di rivenderlo ad un prezzo molto più alto per realizzare un altro progetto: rilevare un’agenzia di viaggio a Milano che un’amica della zia, per comprare un locale di spogliarello sadomaso a Zanzibar, aveva messo in vendita. Le cose però non erano andate come speravano, il locale non era decollato eccessivamente, e oramai, ritrovatasi a gestire il locale a tempo semi pieno, nel pub Alessia faceva anche cantare un suo stravagante amico, Mirko. Mirko, come racconta Alessia, col suo timbro di voce piuttosto bianco, iniziando a cantare per svizio nel locale, era davvero entrato con gli atteggiamenti nel personaggio del cantante maledetto e trasgressivo o alla Renato Zero, peccato che oltre ad essere stonato e incredibilmente ridicolo, la gente, pure quando lui si impegnava per bene nel cantare in canzoni serie, spesso lo scambiava per un sketch di cabaret.

E’ qui che viene l’idea a Cristiano: impegnarsi (lui e Alessia in passato sono stati anche animatori)  con gli amici, e coinvolgendo un più che titubante Luigi, nel montare spettacoli: giochi, sketch, balli o canzoni, Alessia poi canta benissimo. Mal che vada l’importante sarà che ci avranno provato.

Ed è qui, proprio in quest’idea stravagante, che si reintrecceranno e per certi versi cambieranno le vite dei tre.

I ragazzi inizieranno in maniera divertente e strampalata, specialmente con Luca, a montare gli spettacoli. Mentre nel frattempo con i metodi di pubblicizzazione più vari, prendono a diffondere il passa parola tra la gente, anche alla mensa militare e assicurando vagamente dei fantomatici strip, o nella ricevitoria del lotto, consigliando di giocare i numeri del cabaret di un figlio: il cabaret:-79-; da non perdere:-18-… il giorno -27-; alle ore -21-. Iniziano poi, dopo poco, gli spettacoli che hanno successo di gente.

Convinto a fare le parti più strane negli sketch di cabaret, senza accorgesene, Luigi riuscirà a superare la sua delusione, attraversando poi man mano, come si farà notare nella storia, le classiche tre fasi, come dice Cristiano, per superare le pene d’amore: la delusione, la rabbia e l’indifferenza. Questo anche perché ad un certo punto, tra Alessia e Luigi nascerà una bella storia molto romantica.

Con la dolce cornice di questa storia d’amore, e mentre proseguono gli spettacoli e la preparazione al giuramento di Cristiano, il locale inizia a diventare un incontro e un palcoscenico per chiunque voglia esibirsi e magari rischiare la faccia anche per tre soli minuti in una canzone. D’altronde ragazzi e persone, anche affermati professionisti, che hanno nel cassetto un sogno artistico, forse sono più di quanti in genere non si pensi e ognuno di noi dentro se ha in fondo, sotto sotto, il proprio, anche se in genere non lo si ammette e soprattutto non si trova il coraggio di rischiare la faccia salendo su un palco, proprio questo diventerà uno degli slogan del locale. Chi l’ha detto che un medico, sotto sotto, non sogni di fare anche per pochi minuti il cabarettista, o che un avvocato non abbia mai composto una canzone rap, oppure ancora che una barista polacca non balli benissimo il flamenco.

Alla fine però, le storie dei tre sono destinate però a dividersi. Cristiano dopo il giuramento dovrà presto partire per andare a destinazione col militare, Luigi dovrà andare a sostenere il suo concorso, ma soprattutto Alessia riceverà quella grossa offerta per vendere il locale che aveva sperato e che la farà trasferire a Milano, però sicuramente lontana da Luigi. Cosa sarà di loro, non si sa.

Luigi infatti sembra il più triste, anche se dandogli un bacio dell’arrivederci, Alessia gli fa “mi raccomando non ricadere nella fase 1, perché sei troppo interessante nella fase 3, e poi credimi non ne vale la pena, le cose vanno vissute spesso così come ci vengono, ma sempre senza rimpianti, cercando di non perdere mai le occasioni che ci possono capitare nella vita anche per caso”. Dopo un’ultima scena comica in caserma, con l’arrivo delle nuove reclute, la storia si conclude.

In questo contesto comico, dove l’ironia sa essere spesso una seria chiave di lettura della realtà dei nostri giorni e dei sogni giovanili, non si sa di preciso quando e come le storie di Cristiano, Alessia e Luigi, continueranno a  reintrecciarsi di preciso, però la cosa importante è che tutti e tre avranno imparato che nella vita bisogna sempre provare a mettersi in discussione, anche in uno sketch di cabaret o in una canzone, cercando di avere meno rimpianti possibili nelle cose che si fanno o che possono capitarci, così anche per caso. È forse proprio questa la lode che mancava alle loro lauree e alle loro speranze iniziali.

 

 

Appunti tecnici:

Il film si avvale di diversi sottofondi musicali che si alternano nella storia. Per le scene dentro il pub sono principalmente canzoni o motivi latineggianti a prevalere, per le scene in caserma, invece, ogni tanto si sente in sottofondo qualche marcetta militare, soprattutto durante la preparazione per il giuramento o l’addestramento. Mentre per il resto sono prevalentemente sottofondi ironici o rockeggianti remixati a spiccare nel racconto, specialmente nelle scene che riguardano la preparazione e pubblicizzazione degli spettacoli.

Per quanto concerne invece le ambientazioni, oltre a quella iniziale che si svolge esclusivamente in un’aula universitaria e a quelle salturie per strada, sono in pratica tre le ambientazione più frequenti: in caserma, principalmente in esterno-giorno; nella ricevitoria del lotto, princialmente in interno-giorno; nel pub, prevalentemente in interno-sera. 

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